A chi non è mai capitato di conoscere qualcuno che parla fluentemente in due o più lingue? Spesso sono compagni di scuola, colleghi o – il caso forse più comune – semplicemente immigrati che si sono trasferiti nel nostro Paese da piccoli e oltre ad avere imparato l’italiano non hanno mai smesso di parlare la lingua del loro paese d’origine. Conversando con loro rimaniamo affascinati nel vederli parlare perfettamente la nostra lingua e un attimo dopo rispondere al telefono passando a parlarne un’altra a noi completamente sconosciuta. Ci sono alcune domande che frequentemente gli rivolgiamo o vorremmo rivolgergli curiosi della risposta.

In effetti il bilinguismo è un fenomeno molto interessante e, sebbene in parte, ridotta riguarda anche il nostro Paese dove ad esempio in Trentino le lingue ufficiali sono due, il tedesco e l’italiano, oppure ancora in Val d’Aosta dove si parlano francese e italiano. In Europa i casi più noti sono quelli della Svizzera dove gli idiomi ufficiali sono ben quattro (italiano, francese , tedesco e romancio) e quello del Belgio (olandese, francese e tedesco).

Con la parola bilinguismo si identificano fenomeni con sfumature differenti, quello appena menzionato che riguarda più lingue ufficiali nello stesso territorio nazionale è detto bilinguismo sociale, mentre quello che riguarda la conoscenza da parte di una persona di più di una lingua è detto bilinguismo personale. Noi oggi ci occuperemo proprio del bilinguismo personale.

Apprendiamo dal caro e vecchio vocabolario che la definizione di bilingue è la seguente : “caratteristica di popolazioni, individui o spazi geografici cui è propria la disponibilità corrente di due lingue diverse”, perciò da questo consegue che di chiunque abbia imparato una seconda lingua si possa dire che ne abbia la disponibilità e che sia quindi bilingue. Ciononostante è chiaramente molto diversa la situazione tra chi ha imparato due lingue dalla nascita e chi ne ha studiata una diversa da quella madre negli anni successivi. Una classificazione importante infatti è proprio quella basata sul momento in cui il parlante acquisisce la seconda lingua: avremo quindi un bilinguismo detto ideale nel caso in cui il parlante abbia una conoscenza perfetta ed uguale in entrambe le lingue, un bilinguismo precoce quando il parlante apprende la seconda lingua prima di studiarne la grammatica, un bilinguismo simultaneo ovvero quando l’apprendimento delle due lingue si verifica nello stesso momento, un bilinguismo consecutivo quando si apprende la seconda lingua successivamente alla lingua madre e infine un bilinguismo passivo, quando il soggetto riesce solo a comprendere una delle due lingue ma non a parlarla.

Ma quali sono le differenze tra un bilingue e una persona cresciuta parlando solo una lingua? Ci sono vantaggi nel parlare più di un idioma?

Anticamente si pensava che i bambini esposti a più lingue crescessero confusi e addirittura meno intelligenti ma con il passare del tempo e l’aumentare delle conoscenze in questo ambito si è arrivati ad affermare esattamente il contrario: numerosi studi e ricerche testimoniano che la capacità di parlare più di una lingua fin dalla nascita renda il cervello più elastico, concentrato e reattivo, migliorando la velocità con cui si è in grado di passare da una attività all’altra.

I bambini cresciuti fin da piccoli con più di una lingua inoltre sarebbero più abili nell’utilizzare la facoltà della “attenzione selettiva“. Questo tipo di attività consiste nel riuscire ad ignorare fatti meno rilevanti nel momento in cui si ascolta o si svolge una attività per poi dedicare attenzione a ciò che è più importante.

Se già da tempo si era a conoscenza del fatto che mantenere le facoltà cognitive continuamente in allenamento risultasse molto utile a prevenire malattie neuro degenerative, certo è facile dedurre come anche il parlare più di una lingua rivesta una certa importanza anche dal punto di vista della salute.

Un altro importante punto di favore sicuramente è che crescendo già bilingue fin da piccoli si partirebbe avvantaggiati anche nell’apprendimento di altre successive lingue, questo perchè, come molti poliglotti sottolineano, esistono strutture e/o parole simili tra le lingue perciò più lingue si sanno più e facile impararne di nuove.

Ultimo ma non trascurabile vantaggio del bilinguismo è senza dubbio legato al mondo del lavoro infatti, come abbiamo spiegato in uno dei nostri precedenti articoli, chi nel proprio curriculum vanta la conoscenza più o meno perfetta di due o più lingue risulta un candidato migliore in moltissimi settori.